L' ora di pranzo era passata da un po,
gli ultimi clienti di mezzogiorno se ne erano andati, satolli, e al
take-away vietnamita il personale si stava preparando per servire la
cena. Nel locale c'erano tre persone. Un giovanotto stava lavando
piatti e stoviglie, una graziosa signora sui trent'anni stava
avvolgendo dei tovaglioli di carta intorno alle posate occidentali, e
la donna nota come Clearwater, che nonostante fosse vicina ai
quarant'anni sembrava una ragazzina, stava rimuovendo tegumenti e
tendini da un mucchio di petti di pollo.
La donna che stava preparando le posate
si chiamava Kara, ed era sua cugina, e aveva accolto Clearwater in
Germania dopo che qualcosa di orrendo le era capitato in Israele, ma
non era dato sapere cosa, perché Clearwater aveva perso qualsiasi
facoltà di comunicazione, pur essendo estremamente autonoma nel
lavoro al ristorante.
L'uomo che azionava la lavastoviglie,
Dree, era il secondo marito di Kara.
I due si amavano da quando avevano
quindici anni.
Per lasciare il Vietnam avevano
pianificato con un turista tedesco un matrimonio combinato: Kara
sposò il tedesco, appena otte nuto il passaporto tedesco
divorziò, e si fece raggiungere da Dree, indicandolo come direttore
del ristorante che aveva intenzio ne di aprire, ma questa è
un' altra storia.
Clearwater sembrava autonoma, come se
conoscesse il mestiere a menadito, ma non parlava con nessuno, nei
quattro anni pas sati in Germania non aveva emesso un solo
suono articolato, Kara aveva spiegato all'ufficio immigrazione che
era muta.
Clearwater era la traduzione in inglese
della parola vietnamita “Thuy”, che era il nome della donna, ma
siccome non rispondeva affatto a chiamarla Thuy, ormai “Clearwater”
era diventato il suo nome, anche sui documenti.
Verso le quindici entrò un avventore,
che salutò il personale in Inglese. Era molto alto e grosso, aveva
un volto piuttosto deciso e i capelli piuttosto lunghi. Anche se in
Germania non sono rari uomini altrettanto alti e pesanti, questo dava
l'idea di essere ro busto per via del duro lavoro, e non grazie
all'aiuto di steroidi. Nonostante sembrasse pesare un quintale e
mezzo si muoveva con la grazia di un felino.
Sembrava piuttosto giovane, si guardò
intorno, poi guardò il lavoro in cui era intenta Kara, e commentò
in inglese: “Forse sono arrivato in un' ora sbagliata”
Kara, che parlava l'inglese meglio del
tedesco, si premurò di contraddirlo, e di invitarlo a prendere
posto. L'uomo si avviò, ap pena fatto un passo si fermò a
fissare Clearwater, che gli dava le spalle, occupata a preparare
bocconcini di pollo da friggere o arrostire.
La guardò per qualche secondo,
convinto di averla riconosciuta anche se gli dava le spalle, la
cugina e il cognato lo osservavano incuriositi.
“Thuy?” Chiese l'uomo. “forse non
mi riconosci, credo di essere un po' cresciuto.”
Nessuna reazione.
Dree gli chiese, visibilmente confuso
come conoscesse il nome della cognata, l'avventore rispose che la
aveva conosciuta quan do era un ragazzino. Ovviamente si
astenne dal dire che all'epoca lui aveva 13 anni ed era più alto di
Clearwater, lei era una splendida asiatica di 20 anni, e il
giovanotto aveva pure sperato nel colpaccio di fortuna... ma questa
era storia antica.
Kara stava per dire al giovane che ora
Clearwater rispondeva solo se veniva chiamata così, ma in quel
momento accadde l'im previsto.
“Eagle” Clearwater aveva parlato, i
vietnamiti sembravano colpiti da questa cosa, né il giovanotto, che
si chiamava Yigal pote va sapere le implicazioni della cosa.
Semplicemente per i vietnamiti, che
ignoravano il nome del loro ospite, Clearwater aveva detto la parola
“Eagle”
Kara andò vicino a lei, si assicurò
di avere le mani pulite, nonostante le avesse praticamente
sterilizzate per avvolgere forchette e coltelli nei tovaglioli, le
carezzò i capelli e indicando la carne disse: “Pollo”. La
trattava come una bambina.
Yigal capì così che la “bella
signora cinese” doveva aver subito qualche trauma, forse in
Israele, a causa degli attacchi dei pale stinesi coi Qassam.
Strano però, a quanto ne sapeva, Thuy era nata nella guerra con gli
stati uniti, quindi doveva aver passato i primi 5 anni della propria
vita sotto a dei bombardamenti molto più intensi e imprevedibili.
Dree chiese a Yigal se fosse
israeliano, aveva sentito dire che gli israeliani son particolarmente
alti e muscolosi. Yigal annuì.
Quindi il vietnamita gli chiese se,
vivendo nella stessa terra che la aveva rovinata sapesse cosa le
fosse successo.
Yigal, sinceramente, rispose: “Stavo
per chiederlo io a voi, ma non dovrebbe essere un problema,
scoprirlo.”
Intanto Clearwater aveva conficcato il
coltello nel tagliere, uscì dal banco senza fermarsi a lavarsi le
mani, e abbracciò Yigal, emettendo quello che poteva sembrare un
sospiro di sollievo.
Yigal era un gigante, e Clearwater
piuttosto piccola, sembravano padre e figlia.
Yigal si accorse che Clearwater
sembrava volersi mettere a piangere, lei alzò lo sguardo, ed aveva
sul volto una maschera di contrizione.
A Yigal sembrò di sentire i pensieri
di lei, come se sapesse che lei cercava di imporre agli stivali di
Yigal di sviluppare radici e ancorarlo al pavimento del ristorante,
dove non rischiava di essere smembrato da una bomba o perforato da un
proiettile. Yigal, incerto sul da farsi, le cinse le spalle con una
mano.
Kara disse a Yigal: “Spende tutti i
soldi che le do per comprare giocattoli, che va a mettere sulle tombe
dei bambini. Sono soldi suoi, certo. Ma è strano.”
Yigal pensò al suo paese, all'odio che
i leaders arabi vomitano sugli ebrei. Sapeva che Thuy veniva da
Hanoi, e guardò i parenti di Thuy.
Annamiti. In guerra costante con tutto
il mondo da oltre mille anni. Mentre gli ebrei venivano perseguitati
in tutto il mondo, il mondo andava a cercare gli annamiti nella loro
terra, per chissà quali motivi... E a pensarci bene neanche lui
sapeva perché gli ebrei suscitassero tanto odio. In qualche modo lui
stesso e quelle persone erano accomunate da una storia millenaria di
persecu zioni, e li sentì come fratelli.
Tornò a guardare Clearwater, e le
disse, gentilmente: “Dobbiamo stare qui tutto il giorno?”
Clearwater si scostò, lo guardò un
paio di secondi, quindi gli afferrò una manica e con la mano libera
lo trascinò verso il tavolo più vicino, quindi tornò ad occuparsi
di fare a pezzi i pezzi di carne per le pietanze della serata.
Mentre Yigal consumava il proprio pasto
notò che ad ogni movimento che faceva che non fosse necessario a
mangiare, Clear water si voltava, come per controllare che non
stesse andando via.
Fra una portata e l'altra Kara trovò
il modo di dirgli: “Credo che il vederti abbia sbloccato qualcosa,
ti fermi a lungo in città?”
Yigal le rispose: “Sono arrivato
oggi, resto un paio di settimane... comunque ha bisogno di aiuto.”
La portata successiva Kara rispose: “Lo
penso anche io, ma se puoi, torna qui”
Yigal annuì.
Insieme al conto, che Yigal chiese con
una certa insistenza nonostante le rassicurazioni di Dree, c'era il
classico biscottino della fortuna.
Yigal cominciò a scartarlo con la
tipica divertita curiosità di chi si appresta a scartare un
biscottino della fortuna.
Anticipò mentalmente la lettura del
fogliettino: mentre apriva l'incartamento con le sue grosse dita le
vide che reggevano un fo gliettino con sopra scritta la frase
latina:
“Ibis redi bis numquam peribis”
Che può essere letta sia: “Partirai,
non morirai, tornerai” sia “Partirai, morirai, non tornerai”
Prima che potesse appurare cosa ci
fosse scritto sul fogliettino, il biscotto gli venne strappato di
mano. Silenziosa come la neve, Clearwater gli era venuta vicino,
apparentemente perché non voleva che Yigal leggesse il bigliettino.
Sembrava volesse legger lo lei, ma nel suo stato poteva essere
un' impressione.
La cugina, scandalizzata dallo scatto
di Clearwater, stava prendendone un altro dalla giara in cui venivano
tenuti, ma con un ge sto Yigal le fece capire che era meglio
non sfidare i brandelli di salute mentale residua che Clearwater
mostrava.
Perché la preoccupazione per il
prossimo è segno di sanità mentale, non di infermità.
Clearwater gettò le briciole del
biscottino e il biglietto nella spazzatura senza degnarlo di
attenzione.
In quel momento entrò nel locale un'
altra donna asiatica, Yigal pensò che fosse vietnamita anche lei,
anche se era molto più alta dei tre nel locale, sul metro e
settanta. Una statura piuttosto consueta fra le donne caucasiche, ma
piuttosto rara nelle asiati che.
La donna era anche molto snella,
portava i capelli corti, aveva un' espressione trasognata, ed aveva
nei lineamenti qualcosa di trascendentale. Da dove si trovava Yigal
vedeva solo il lato sinistro del suo volto.
La nuova arrivata Salutò Dree e Kara
in tedesco, quindi Yigal dedusse che non era vietnamita.
Lei chiese formalmente il permesso di
sedersi, Kara ridendo le rispose che non occorreva chiedesse il
permesso. Per andare ai tavoli si voltò verso di lui, e nonostante
Yigal fosse un soldato abituato a vedere qualsiasi cosa sul campo di
battaglia, ebbe un mancamento.
La donna aveva sul lato destro del
volto la cicatrice di un' ustione, a forma di crocifisso. Mentre
camminava verso di lui Yigal si rese conto che faceva pensare a
qualcosa come un angelo, sembrava l' incarnazione della parola
“Dignità”.
E stava venendo verso di lui, per
sedersi esattamente di fronte a lui.
Yigal si sentì come se le decine di
missioni in cui aveva rischiato la vita, il durissimo addestramento e
i suoi sette anni di vita militare non fossero stati sufficienti a
prepararlo a quell'incontro.
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