giovedì 4 luglio 2013

Quarto scontro: Amelio Vaironi. Bonus stage

C'era una lavatrice condominiale, in cantina. Funzionava con gettoni che potevano essere acquistati dal portiere per due euro.
Amelio si era sempre chiesto perché non avessero costruito le lavatrici in modo che ci andasse dentro direttamente una moneta da due euro.
Non era quello il problema, adesso. Le prime settimane lavava spesso i propri vestiti, l'inseparabile zaino, ma ora era in gravi ri­ strettezze economiche, quindi si faceva la doccia con i vestiti che aveva indosso, quindi si spogliava nella cabina della doccia e li gettava nel lavandino, quindi finiva di lavarsi, poi risciacquava i vestiti e li stendeva ad asciugare.
Nonostante non facesse niente tutto il giorno, sentiva di dover conservare l'energia, per concentrarla nei quattro o cinque collo­ qui alla settimana.
Calcolò mentalmente, che tre colloqui su cinque portavano ad una giornata di prova, che se anche andava male, erano dai venti ai cinquanta euro. Se si fosse concentrato di più avrebbe potuto mettere altri quattrocentocinquanta euro vicino al sussidio che gli passava lo stato tedesco.
Decise che più che sulla quantità, era il caso di concentrarsi sulla qualità. Per questo avrebbe imparato a selezionare i colloqui ed i periodi di prova.
Uscì dalla doccia vestito ed andò a controllare il riso che stava bollendo in pentola. Infilò una forchetta e gli sembrò ancora troppo al dente, ma quasi pronto.
Attese qualche minuto davanti al fornello elettrico.
Osservò l'acqua che gocciolava dai suoi vestiti, ovviamente fradici, e notò che lo sporco sul pavimento sembrava sciogliersi, come se l'acqua fosse il più potente degli acidi, sorrise: questa nuova scoperta gli avrebbe permesso di tener facilmente pulito l'appartamento.
In Germania non si scherza, non poteva occupare l'appartamento. Gli amici arabi (che stranamente non vedeva da un sacco di tempo) glie lo avevano detto subito: In Germania ti buttano subito fuori, e non esiste che organizzi una resistenza, se serve man­ dano gli elicotteri e i carri armati, e a nessuno glie ne frega di come o perché vieni buttato fuori.
Giudicò che il riso regalatogli dal thailandese doveva essere circa pronto come lo faceva sua madre.
Spense il fornello elettrico.
Tornò in bagno, si tolse i vestiti e si avvolse nell'asciugamano, quindi lasciò correre l'acqua sui vestiti.
“Cucinando da solo risparmierò un sacco di soldi” pensò fra sé e sé compiaciuto.
Tornò all'angolo cucina, e si diede da fare per scolare il riso.
Vide che fumava, e decise di raffreddarlo sotto acqua corrente. Non aveva tenuto conto del fatto che i fornelli elettrici ci metto­ no del tempo a raffreddarsi, quindi il riso era venuto più cotto di quanto desiderasse. Prese in mano la busta dei funghi secchi, e imprecò: “Probabilmente andava cotto insieme al riso.”
Prese una cucchiaiata di riso bianco e assaggiò.
Rabbrividì, poiché il riso, cucinato senza sale e scolato nell'acqua fredda sembrava acqua piovana gelatinosa.
Mandò giù il boccone, e studiò il piccolo tesoro avuto dal Thailandese.
Guardò con riluttanza il vasetto di curry. Lo aprì, poi versò il riso di nuovo nella pentola, ci mise dentro un cucchiaino di quel curry e mescolò finché il curry non gli sembrava omogeneamente diffuso.
Assaggiò di nuovo e decise che era ai limiti del mangiabile.
Ma rifletté sul fatto che quella sera non aveva molta fame.
Trovò la cosa strana, ma non se ne preoccupò. (che c'entrassero qualcosa i nove tramezzini mangiati in piazza degli ebrei, caro lettore? )
Andò alla scrivania e si preparò le sigarette per la serata e l'indomani: dieci, visto che le altre le avrebbe scroccate ai passanti. Si compiacque di quale bravo attore fosse, nessuno aveva capito che viveva in tali ristrettezze, tutti lo trattavano con rispetto.
Quando ebbe finito mangiò dell'altro riso direttamente dalla pentola, e notò che era meno peggio che dieci minuti prima. Quan­ do fu sazio si rese conto che ne aveva consumato meno di un terzo. Aprì la credenza, e notò che ne aveva preso pochissimo, si sentì euforico, e andò a scrivere sul suo blog in Inglese, di cui si era premurato di rendere partecipe Torsten Dollinger.
La mattina successiva si svegliò verso le 11, e per prima cosa fece colazione col riso rimasto, ne mangiò metà, con un certo sforzo, e decise che da ora in poi ne avrebbe cotto di meno.
Qualche minuto dopo, mentre si infilava i vestiti, gli venne in mente che quella mattina aveva trovato il riso delizioso.
Dunque era questo il trucco, lasciare che riposasse 12 ore prima di mangiarlo! Amelio ora si sentiva il padrone del mondo, an­ che se la mafia thailandese e la polizia tedesca lo volevano morto.
Quando se ne ricordò ebbe un fremito di sgomento: la lista di quelli che volevano farlo fuori perché era un personaggio scomo­ do si era allungata ancora.
Qualcosa fece “click” nel suo cervello, e la sua espressione attonita si trasformò in un ghigno di autocompiacimento: anche quel giorno avrebbe venduto cara la pelle.


Nessun commento:

Posta un commento