C'era una lavatrice condominiale, in
cantina. Funzionava con gettoni che potevano essere acquistati dal
portiere per due euro.
Amelio si era sempre chiesto perché
non avessero costruito le lavatrici in modo che ci andasse dentro
direttamente una moneta da due euro.
Non era quello il problema, adesso. Le
prime settimane lavava spesso i propri vestiti, l'inseparabile zaino,
ma ora era in gravi ri strettezze economiche, quindi si faceva
la doccia con i vestiti che aveva indosso, quindi si spogliava nella
cabina della doccia e li gettava nel lavandino, quindi finiva di
lavarsi, poi risciacquava i vestiti e li stendeva ad asciugare.
Nonostante non facesse niente tutto il
giorno, sentiva di dover conservare l'energia, per concentrarla nei
quattro o cinque collo qui alla settimana.
Calcolò mentalmente, che tre colloqui
su cinque portavano ad una giornata di prova, che se anche andava
male, erano dai venti ai cinquanta euro. Se si fosse concentrato di
più avrebbe potuto mettere altri quattrocentocinquanta euro vicino
al sussidio che gli passava lo stato tedesco.
Decise che più che sulla quantità,
era il caso di concentrarsi sulla qualità. Per questo avrebbe
imparato a selezionare i colloqui ed i periodi di prova.
Uscì dalla doccia vestito ed andò a
controllare il riso che stava bollendo in pentola. Infilò una
forchetta e gli sembrò ancora troppo al dente, ma quasi pronto.
Attese qualche minuto davanti al
fornello elettrico.
Osservò l'acqua che gocciolava dai
suoi vestiti, ovviamente fradici, e notò che lo sporco sul pavimento
sembrava sciogliersi, come se l'acqua fosse il più potente degli
acidi, sorrise: questa nuova scoperta gli avrebbe permesso di tener
facilmente pulito l'appartamento.
In Germania non si scherza, non poteva
occupare l'appartamento. Gli amici arabi (che stranamente non vedeva
da un sacco di tempo) glie lo avevano detto subito: In Germania ti
buttano subito fuori, e non esiste che organizzi una resistenza, se
serve man dano gli elicotteri e i carri armati, e a nessuno
glie ne frega di come o perché vieni buttato fuori.
Giudicò che il riso regalatogli dal
thailandese doveva essere circa pronto come lo faceva sua madre.
Spense il fornello elettrico.
Tornò in bagno, si tolse i vestiti e
si avvolse nell'asciugamano, quindi lasciò correre l'acqua sui
vestiti.
“Cucinando da solo risparmierò un
sacco di soldi” pensò fra sé e sé compiaciuto.
Tornò all'angolo cucina, e si diede da
fare per scolare il riso.
Vide che fumava, e decise di
raffreddarlo sotto acqua corrente. Non aveva tenuto conto del fatto
che i fornelli elettrici ci metto no del tempo a raffreddarsi,
quindi il riso era venuto più cotto di quanto desiderasse. Prese in
mano la busta dei funghi secchi, e imprecò: “Probabilmente andava
cotto insieme al riso.”
Prese una cucchiaiata di riso bianco e
assaggiò.
Rabbrividì, poiché il riso, cucinato
senza sale e scolato nell'acqua fredda sembrava acqua piovana
gelatinosa.
Mandò giù il boccone, e studiò il
piccolo tesoro avuto dal Thailandese.
Guardò con riluttanza il vasetto di
curry. Lo aprì, poi versò il riso di nuovo nella pentola, ci mise
dentro un cucchiaino di quel curry e mescolò finché il curry non
gli sembrava omogeneamente diffuso.
Assaggiò di nuovo e decise che era ai
limiti del mangiabile.
Ma rifletté sul fatto che quella sera
non aveva molta fame.
Trovò la cosa strana, ma non se ne
preoccupò. (che c'entrassero qualcosa i nove tramezzini mangiati in
piazza degli ebrei, caro lettore? )
Andò alla scrivania e si preparò le
sigarette per la serata e l'indomani: dieci, visto che le altre le
avrebbe scroccate ai passanti. Si compiacque di quale bravo attore
fosse, nessuno aveva capito che viveva in tali ristrettezze, tutti lo
trattavano con rispetto.
Quando ebbe finito mangiò dell'altro
riso direttamente dalla pentola, e notò che era meno peggio che
dieci minuti prima. Quan do fu sazio si rese conto che ne aveva
consumato meno di un terzo. Aprì la credenza, e notò che ne aveva
preso pochissimo, si sentì euforico, e andò a scrivere sul suo blog
in Inglese, di cui si era premurato di rendere partecipe Torsten
Dollinger.
La mattina successiva si svegliò verso
le 11, e per prima cosa fece colazione col riso rimasto, ne mangiò
metà, con un certo sforzo, e decise che da ora in poi ne avrebbe
cotto di meno.
Qualche minuto dopo, mentre si infilava
i vestiti, gli venne in mente che quella mattina aveva trovato il
riso delizioso.
Dunque era questo il trucco, lasciare
che riposasse 12 ore prima di mangiarlo! Amelio ora si sentiva il
padrone del mondo, an che se la mafia thailandese e la polizia
tedesca lo volevano morto.
Quando se ne ricordò ebbe un fremito
di sgomento: la lista di quelli che volevano farlo fuori perché era
un personaggio scomo do si era allungata ancora.
Qualcosa fece “click” nel suo
cervello, e la sua espressione attonita si trasformò in un ghigno di
autocompiacimento: anche quel giorno avrebbe venduto cara la pelle.
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